Come scrivere un testo comico

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Fatte le dovute premesse, ecco alcuni consigli pratici:

Scegliete una storiella, un fatto accaduto, che vi hanno raccontato o che avete notato e che secondo voi può essere divertente e scrivete il vostro pezzo comico. L’ispirazione può venire da un equivoco, da un comportamento esagerato, da una persona buffa;

Fate attenzione ai tempi comici:

per la tv, che punta sulla rapidità, di solito si usa uno schema a tre (battuta, controbattuta e chiusa);

Sfruttare con astuzia il tempismo comico rappresenta una parte cruciale nella scrittura e nella narrazione. La parte divertente deve essere piazzata nel momento giusto: si può optare per una costruzione metodica, un meticoloso crescendo di attesa che costruisca la tensione fino al punto di rottura. La chiave è il ritmo: come il direttore d’orchestra che controlla il flusso della musica, il narratore deve sentire e guidare il ritmo della storia.

Oppure si può scegliere la strada dell’inaspettato, sorprendendo il pubblico inserendola nel meno sospettato dei momenti. Questo può essere efficace per differenti motivi. Principalmente, perché infrange la tensione e utilizza l’elemento di sorpresa per incrementare il valore dell’umorismo – quando la risata si sprigiona, lo fa con maggiore forza perché non c’è stato alcun preavviso.

In entrambe le strategie, è fondamentale che la rilevanza e la congruità del momento comico siano in sintonia con il filo narrativo. Quello che conta è creare il meccanismo giusto per ottenere l’effetto risata; deve sembrare spontaneo, anche se c’è un elaborato lavoro di costruzione dietro. Dettagli come la personalità dei personaggi, il contesto della scena e la dinamica tra i diversi elementi della storia, tutto deve confluire per rendere il momento non solo divertente, ma completamente integrato nella trama.

L’umorismo non è semplicemente lo scherzo o il commento spiritoso, è la perfetta sincronia tra l’attesa e la consegna, tra il set-up e il punchline. E, quando viene eseguito con maestria, il risultato è un momento che resiste al tempo, incitando la risata ancora e ancora ogni volta che viene ricordato o rivisitato.

Riducete il più possibile la parte narrativa perché, anche se state scrivendo, il vostro testo è destinato ad essere recitato;

Limate, modificate, cambiate il testo finché non vi sembra che vada bene: tutti gli elementi devono essere ben oliati e inserirsi perfettamente;

Prestate attenzione alla chiusa: è un momento delicato e importante. Da essa dipende se uscirete tra gli applausi o meno.

Alcuni comici si creano un tormentone: una parola o una frase che ripetono costantemente e che diventa un loro segno distintivo. Anche voi potete valutare questa idea: un “tormentone” resta per definizione impresso nella memoria, ma c’è anche il rischio che vi limiti e che il pubblico si stanchi.

È importante, inoltre, che troviate un vostro stile comico personale, senza diventare l’imitatore di un altro professionista.

Infine, ricordate che il vostro scopo è divertire gli spettatori: se non accade, dovete cambiare qualcosa