Consigli praticiper un ottimo CABARETTISTA

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Nel mondo degli spettacoli comici, vi sono tante persone che desiderano trasformare la loro passione per il far ridere in una professione. Se sei tra quelli che sognano di calcare le scene e condividere il proprio humor con un pubblico, ecco alcune indicazioni che potrebbero aiutarti a mettere in moto la tua carriera da comico.

Primo, è essenziale che tu abbia una solida comprensione di ciò che fa ridere la gente. Questo spesso implica studiare altri comici, sia passati che contemporanei, per comprendere diversi stili di comicità e trovare quello che meglio si adatta alla tua personalità. Non dimenticare mai che l’autenticità è chiave: il pubblico può percepire quando un comico è genuino e quando invece sta semplicemente recitando qualcosa che non gli appartiene.

In secondo luogo, la pratica è fondamentale. Iniziare può significare esibirsi in open mic nights, piccoli club o qualsiasi evento che ti permetta di metterti alla prova davanti a un pubblico reale, anche solo per pochi minuti. Queste esperienze forniscono l’opportunità di provare diverse battute, storie o modi di presentazione, e di vedere in tempo reale cosa funziona e cosa invece necessita di ulteriori rifiniture.

Terzo, raccogli feedback e usa le critiche costruttive per crescere. Può essere utile registrare le tue esibizioni per rivederle in seguito o chiedere pareri a colleghi e spettatori. Spesso, le osservazioni degli altri possono fornire spunti preziosi su come migliorare il tuo atto.

Infine, non sottovalutare l’importanza di costruire una rete di contatti all’interno dell’industria dello spettacolo. Interagire con altri comici, promoter, e proprietari di club può aprirti le porte a nuove opportunità e a preziosi consigli. Essere conosciuti e rispettati all’interno della propria comunità è un passo importante verso il successo.

Ricordati che la strada per diventare un comico professionista può essere lunga e costellata di ostacoli, ma con determinazione, pratica e la capacità di imparare da ogni esperienza, è possibile raggiungere i tuoi obiettivi e magari un giorno diventare una stella del palcoscenico comico.

Quello del cabarettista è un lavoro e, come tutti i lavori, è necessario studiare, imparare, conoscere i trucchi ed evitare (o superare) gli ostacoli.

Una premessa: se il vostro obiettivo è diventare un cabarettista, è importante prima di tutto che impariate a recitare.

Un corso di teatro vi aiuterà sicuramente ad affrontare la comicità con le giuste conoscenze: dizione, gestualità, espressività sono tutte armi nelle mani di un comico. Meglio quindi iniziare con un corso di recitazione completa, che affronti tutti i generi, e poi, magari, puntare su una formazione più specifica.

Questo tipo di insegnamento vi servirà anche per imparare a stare sul palco e a gestire la platea.

Con una breve ricerca online, potete trovare corsi di scrittura comica, teatro comico, cabaret o stand up comedy, che vi permetteranno di sviluppare le competenze peculiari del genere.

Un’altra cosa importante per chi vuol fare della risata una missione è quella di abituarsi a osservare con attenzione la realtà e le persone: è la fonte di ispirazione per eccellenza.

La comicità è un elemento immensamente complesso e sfaccettato del comportamento e dell’esperienza umana. È spesso radicata nelle peculiarità e nella creazione di un contrasto tra ciò che è ordinario e ciò che devia improvvisamente da quel corso. La citazione esprime perfettamente questa idea: “In ciò che vi circonda, nelle abitudini inconsapevoli, nelle bizzarrie, nelle contraddizioni che non si notano a prima vista, nel rovesciamento delle aspettative è nascosta l’origine della comicità.”

Questa frase esplora l’idea che la fonte della risata e del divertimento non derivi sempre da battute esplicite o umorismo diretto, ma piuttosto da una varietà di elementi che possono sfuggire in un primo momento. Gli esseri umani sono creature di abitudine, e quando queste abitudini vengono sconvolte in modo sottile ma riconoscibile, possiamo rispondere con la risata. Ad esempio, quando qualcuno inciampa in modo inaspettato ma senza conseguenze gravi, questo può innescare la comicità proprio perché si discosta dalla normale coordinazione che ci aspettiamo.

Le bizzarrie sono un altro elemento chiave dell’umorismo. Spesso, ciò che è inconsueto o stravagante può diventare fonte di ilarità. Questo può essere visto nella comicità fisica di un attore come Charlie Chaplin, il cui personaggio “Charlot” era noto per il suo mix unico di eleganza e goffaggine; o nelle vignette comiche che esagerano le caratteristiche per un effetto umoristico.

Le contraddizioni non rilevate anche giocano un ruolo cruciale. Nella letteratura, nel teatro e nel cinema, i personaggi e le situazioni spesso presentano aspetti contraddittori che, una volta esposti, diventano fonti di comicità. Ad esempio, in una commedia come “Il Malato Immaginario” di Molière, le pretese e le paure ipocondriache del protagonista Argante creano una situazione ricca di contraddizioni che portano a situazioni esilaranti.

Infine, il rovesciamento delle aspettative è forse una delle fonti più immediate di umorismo. Quando ci aspettiamo che una situazione si svolga in un certo modo e accade esattamente il contrario, l’effetto comico è spesso istantaneo. Questo accade, per esempio, nei film quando la tensione si costruisce fino a un punto di culmine e si risolve in un climax del tutto inaspettato e spesso comico.

In conclusione, la comicità si annida negli angoli più inaspettati della vita quotidiana e nella capacità umana di apprezzare l’incongruenza, anche quando si verifica in contesti apparentemente banali. La capacità di ridicolizzare e deridere i nostri difetti, le abitudini e le contraddizioni non solo provoca la risata, ma può anche essere vista come un mezzo di riflessione critica sulla natura umana stessa.

Il compito di un comico va ben oltre il semplice suscitare una risata. Spetta a lui osservare la realtà circostante con occhio critico, individuare i dettagli che la rendono unica – sia che si tratti di aspetti caratteristici o aneddoti coloriti – e rivelarli al pubblico da una prospettiva originale e sorprendente. L’intelligenza richiesta per tale scopo non può essere altro che acuta e vivace: c’è una consapevolezza nel comico che qualsiasi argomento possa diventare fonte di divertimento, tuttavia egli sa anche che, al di sotto della superficie humoristica, si cela spesso la possibilità di stimolare la riflessione.

Una battuta efficace o una pungente osservazione satirica possono agire come uno specchio che riflette non solo l’immagine visibile, ma anche quelle sfumature e verità nascoste che sfuggono a una prima osservazione superficiale. In quest’arte sottile, il comico diventa un maestro nel tessere umorismo e saggezza, trasformando il palco in una piattaforma attraverso la quale svela il mondo in tutta la sua complessità. Così facendo, egli non solo intrattiene, ma educa, incoraggia il pubblico a guardare oltre e, attraverso il riso, promuove una comprensione più profonda della tessitura sociale in cui viviamo.

Attraverso le epoche, grandi comici hanno dimostrato che ridere delle nostre proprie idiosincrasie e paradossi non è semplicemente un atto di burla, ma un esercizio di introspezione collettiva. Toccare temi sensibili con leggerezza, senza perdere la profondità del messaggio, è una capacità che pochi possiedono, ma che molti apprezzano. In un mondo dove la realtà può spesso apparire grigia o soverchiante, il comico è colui che, con le armi della battuta e del sorriso, illumina, anche se per un breve momento, le ombre della nostra esistenza con tocchi di colore vivace e altri punti di vista.